domenica 1 marzo 2009

DEI BEI FILM

Ultimamente le sale cinematografiche c'hanno gentilmente soddisfatto attraverso l'uscita di film di un certo spessore, proprio delle belle storie, con messaggi forti e poetici.
Come al solito, da brava cinofila non ne ho perso uno......
Tr gli ultimi, mi hanno colpito molto IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON e THE READER.
-il primo è la storia di un uomo che nasce vecchio e muore giovane, una riflessione sulle stranezze del tempo e sulla vita, una storia d'amore e di viaggi. Tra umorismo ed un velo di tristezza, solo una bella storia che racconta un messaggio: ognuno nella sua vita nasce per uno scopo, chi per ballare, chi per suonare, chi per nuotare, chi per essere mamma e qualcuno nasce per avere una vita curiosa e un pò fuori dal normale, ma ogni vita può essere a modo suo straordinaria e singolare.....
- il secondo è una strana storia a metà tra una passione adolescenziale e un film storico di riflessione sulla shoà della seconda guerra mondiale. Un ragazzo si innamora di una donna più grande di lui, molto strana, nasce una relazione. Passa il tempo e il ragazzo ritrova questa donna all'interno di un processo contro le stragi naziste. Si cosprirà che lei era una SS, e che si è macchiata di alcune colpe.......eppure sembra che la vergogna più grande di questa donna non sia tanto quello di essere stata una SS, ma di non saper leggere. Penso che la cosa più bella, che è passata a me è la riflessione sulla umanità di una guradia di un campo di concentrameno. La protagonista, non era un mostro, ma una donna che non sapeva legere, e per mascherare questa cosa entra nelle SS. Ovviamente quello che fa come SS non è giustificabile, e non ha attenuanti. Ma la riflessione è che appunto queste persone, che hanno partecipato attivamente alla shoà, erano persone, e non degli indemoniati privi di anima, ma esseri umani che hanno commesso qualcosa di mostruoso..........e allora ci si chiede come mai tutto questo è stato possibile............

lunedì 15 dicembre 2008

Le Porte di Roma

Ho appena finito di leggere un travolgente romanzo storico di Conn Iggulden. Narra della vita di Giulio Cesare, in particolare della sua infanzia e giovane età post-adolescenziale, si intitola Le porte di Roma. All'inizio sembra una bella favola, la vita tra i campi, in una casa romana di campagna, di un giovane rampollo romano, insieme all'amico. Poi entrano in gioco le sommosse degli schiavi, gli intrighi politici e il gioco di forza tra due grandi personaggi storici. E sullo sfondo la vita di Caio, il giovane Cesare che diventa uomo e prende il nome di Giulio, appunto.
Mi piace l'atmosfera che si riesce a ricreare: sembra di essere proprio lì, a Roma, e di rivere gli anni passati di una civiltà antica.

Riporto qui un breve passo, l'incitamento di soldato a combattere: passione......

"Sono un soldato di Roma. La sola cosa che abbia mai voluto era prestare servizio e in vecchiaia ritirarmi con un pezzetto di terra. Non volevo perdere la vita in un paese straniero ed essere dimenticato. Ma quando mi sono trovato agli ordini di un uomo che per me era più di un padre e l'ho visto morire e ho udito le sue parole, ho pensato: Orso, amico mio, forse è questo il punto d'arrivo. E forse, dopotutto è sufficiente. Qualcuno di voi pensa di voler vivere per sempre? Che siano altri a piantare cavoli e ad avvizzire al sole. Io voglio morire come un soldato, per le strade della città che amo, difendendola. [...] C'e una verità che conosco. Poche cose sono più preziose dei sogni o delle mogli, dei piaceri della carne o perfino dei figli. Ma alcune lo sono, ed è questa la consapevolezza a fare di noi degli uomini. La vita non è che un breve, caldo giorno di sole fra due lunghe notti. Si fa buio per tutti, anche per coloro che lottano e fingono di poter restare per sempre giovani e forti. [...] Andiamocene finchè la luce è ancora vivida e il giorno splendente".

Bellissimo, non vedo lora di leggere il seguito....chissà se Babbo Natale me lo porterà in Regalo!!!

Lisa

martedì 18 novembre 2008

Così è se vi pare

Dunque io non sono una grandissima fan di Pirandello, ma c'è da dire, che tra tutte le sue opere studiate o semplicemente lette, questa è sempre stata quella che più mi è rimasta in mente.
Ultimamente mi è capitato di riscoprirne il senso e si riapprezzarne quindi il contenuto.
In senso lato, infatti, il caro Luigi ci spiega come sia impossibile conoscere la realtà e come tutte le persone che ci circondano siano maschere riflettenti ciò che noi vediamo in loro.
L'opera teatrale in questione, Così è se vi pare, narra infatti un fantistico equivoco, lasciato volutamente irrisolto, di una suocera e un marito che pensano diversamente la rispettiva figlia e moglie.............non voglio tediarvi con l'intrigo, se vorrete starà a voi approfondire la questione..............
Il punto su cui voglio soffermarmi riguarda una delle frasi chiave della commedia.
Quando la diretta alla presunta moglie e-0 figlia viene chiesto chi sia lei in realtà, risponde:

"Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede"

Sicuramente alla fine si resta con l'amaro in bocca, eppure il buon Luigi aveva ragione, non è importante ciò che siamo, ma ciò che gli altri vedono in noi, e conseguentemente siamo ciò che diventiamo agli occhi di tutti!!!! Così è, se vi pare.................

martedì 4 novembre 2008

Lucca Comics, il must del fantastico tra le nuvolette!!!


Anche quest'anno si è svolta una manifestazione imperdibile per gli appassionati del mondo magico-fantastico. Sto parlando del Lucca-Comics, che quest'anno comprendeva i giorni dal 30 Ottobre al 2 Novembre, ed era dedicata ai robottoni! Io ci sono andata il 2, nella super giornata conclusiva.
Che dire? Passeggiando tra i vicoletti di Lucca gli ignari turisti crucchi & Co hanno trovato una bella sorpresa, oltre al festival di Puccini, infatti, li attendevano un mucchio di nerd, vestiti nei modi più impensabili, alla ricerca di quel fumetto, o di quel video-gioco o miniatura speciale per la propria collezione. C'era gente vestita da tutti i tipi, io ero una fatina.....I costumi in tema che hanno primegiatto, però, erano quelli su Naruto, comitive e non, tutti vestiti dai ningia del cartone animato. C'erano i sayan inoltre, le fatine della bella addormentata, gente dark con crocioni addosso o in spalla(che non so cosa rappresentassero), Jack Sparrow, Harry Potter, ed altri ancora. Il tutto ha contribuito a creare uan atmosfera magica ed esilarante. Ed in mezzo a tutta quella gente ti rendi conto che non sei la sola a condividere queste belle passioni, e la cosa fa molto piacere!

Tra le segnalazioni ricordo un fumettista italiano, che mediante una trasposizione sarcastica, contribuisce a diffondere la cultura a modo suo, parlo dei fumetti di Marcello Toninelli, pubblicati da Fumo di China, di cui ho acquistato i primi 4 numeri sull'Iliade!!! I personaggi di Marcello sono molti, il buon Dante, che se ne va a giro con Virgilio per l'Inferno che urla a tutti di farlo passare ma nessuno che capisce il senso delle sue parole; Omero che va a chiedere la licenza alla Musa per poter scrivere la sua opera. Enea ed i personaggi di Star Wars, tra cui la Principessa Leila-leila-laà la-là, ed altri ancora.
Un buona lettura divertente da non perdere!!!




domenica 26 ottobre 2008

I lamantini, gli orsacchiotti del mare...


Forse perchè sono grandi ma dolci, forse perchè sono lenti e coccolosi, forse perchè sono tondi, ma agilissimi nel loro elemento, forse perchè mi ricordano una persona che amo, e da loro, pazienemente, prende uno dei suoi soprannomi, forse è per tutte queste regioni che sono il mio animale preferito......sto parlando del Lamantino.
E' un mammifero dell'ordine dei Sinereidi, sono molto grandi, possono pesare anche fino a 1600 kg, Sono vegetariani e brucano l'erba dell'acqua, e per questo hanno un muso tutto rugoso, e fosse, come certi cani per intendersi, ed è questa la cosa che mi piace di più di loro...
Tra le tante cose che desidero nella vita è quello di vederne uno, ma non in freddo acquario, ma dove vivono, tra gli estuari dei fiumi........

Ciao amici coccolosi e buoni!!!!

Lisa

domenica 19 ottobre 2008

La solitudine tra le scale

Come mai è quando siamo soli vogliamo la compagnia e quando siamo in compagnia vorremmo la solitudine? E' una supercazzola solo al femminile o qualcosa che riguarda il genere umano come specie? Si della serie che la nostra vita è come un pendolo che oscilla tra il desiderio e la noia....
Riflettendo su questo strano stato mentale, mi sono tornati in mente alcuni versi di una poesia di Montale, facevano così:

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
ed ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino

sabato 4 ottobre 2008

La storia della Steppa

Ho letto un nuovo libro, molto avvinvente!!!
Un romanzo storico di un bravissimo autore!!!!!!
E' di Conn Iggulden: Il figlio della Steppa!!!
All'inizio non ero molto presa, ma se gli date un po' tempo e vi conquistera'.
Qui vi riporto un passo
"Le donne della tribu' levarono voci piangenti al padre celeste, per annunciargli che un grande uomo delle pianure era trapassato. I figli di Yesugei si riunirono per dare l'ultimo saluto al padre. All'alba lo avrebbero avvolto in un drappo bianco e lo avrebbero portato in cima ad una collina perche' la sua nuda carne venisse presa dai falchi e dagli avvoltoi, perche' arrivasse agli spiriti. Le braccia che avevano insegnato loro a tendere l'arco, il viso forte, tutto di lui sarebbe stato legato alla terra, come lo erano loro. ........."